20.6.06

SI lenzio!


10.6.06

REFERENDUM, ECCO PERCHE’ VOTARE SI

Da che parte vogliamo cominciare? Dal fatto che finalmente e chiaramente si sa cosa le Regioni possono fare e cosa no? Dal fatto che si tagliano 175 parlamentari? Dalla norma antiribaltone? O dalla fine del bicameralismo perfetto, cioè la fine di due Camere fotocopia? Oppure ancora dal Senato federale che, nonostante abbia bisogno di una migliore messa a fuoco, comunque segna l’inizio di una nuova stagione?

Cominciamo da dove vogliamo, ma cominciamo. Spogliandoci dei panni di Sisifo che nella mitologia antica era costretto a fare una fatica boia per l’eternità senza mai arrivare a compiere la sua missione. È una lezione che chi si dice politico deve tenere a mente.

Negli ultimi miei scritti ho già detto che non possiamo farci prendere dalla tentazione di lasciare la corsa all’ultima curva: una sciagurata vittoria dei No frenerebbe quel cambiamento atteso da quindici anni e che lentamente ha comunque cominciato a dare frutti. Di federalismo non s’era mai parlato fino all’arrivo di Umberto Bossi. Le Regioni erano delle riserve politiche: oggi invece sono laboratorio e, soprattutto, sono il vivaio di uomini e donne sempre più apprezzati dai cittadini perché capaci di amministrare. Lo stesso vale per i Comuni e le Province. Da Formigoni alla Bresso, da Galan a Bassolino o a Bersani, da Albertini a Chiamparino, Cacciari o Illy ma anche gli stessi Rutelli e Veltroni sono figli di una cultura politica nuova e cioè del federalismo, dell’esaltazione dei territori e delle loro identità.

Volutamente ho elencato nomi appartenenti allo schieramento avversario, proprio per dimostrare che grazie al vento leghista tutti i partiti hanno dovuto fare i conti con il sentimento identitario del popolo.

Certo, poi ognuno interpreta la politica secondo le proprie idee e le proprie ideologie, ma intanto una nuova classe politica è cresciuta privilegiando le istanze del campanile.

Tutto questo però non basta. Occorre ora che le Regioni contino di più. Che chi governa negli enti locali abbia una funzione specifica. Che abbiano un potere normativo e poi fiscale esclusivo seppur nell’interesse generale. La riforma del Titolo V fu un passo avanti, timido ma concreto. Non fu una distrazione o una leggerezza di cui pentirsi, il fatto che in occasione del referendum confermativo di quella modifica costituzionale, il centrodestra - allora al governo - non fece campagna elettorale per il no. O che Bossi, allora ministro delle Riforme, lasciò la Lega fuori dalla campagna referendaria. Accadde che il sì passò e che la Costituzione fu modificata ma la cosa non ostacolò la maggioranza nel mettere a punto la “propria” riforma costituzionale (la quale ricordo fu presentata nel programma elettorale del 2001).

Lo stesso ragionamento sarebbe stato auspicabile anche questa volta se non fosse che ormai i soldati sono già passati in armeria. Non si sa perché ma se il cambiamento arriva da destra, la sinistra insorge per partito preso. Ieri in una intervista al Corriere della Sera, Giulio Tremonti ha ricordato alcuni passaggi del testo di Giuliano Amato dove si parlava di un rafforzamento dei poteri del premier: siamo così lontani da quanto è scritto nella riforma costituzionale varata dalla Cdl? No, commenta Tremonti.

Ieri l’altro, Umberto Bossi in una intervista alla Padania dimostrava una disponibilità ad aprire un tavolo politico al fine di migliorare il testo su cui si esprimerà il popolo. Ovviamente partendo dal sì.
Perché dico ovviamente? Perché la vittoria del no, paralizzerebbe tutto. Si potrebbe dire che replicheremmo la stagnazione in cui si trova ora la Costituzione europea dopo la bocciatura di Francia e Olanda. Né più né meno. Bloccare pertanto la riforma della Costituzione in senso federale sarebbe un grave errore, perché smorzerebbe l’unica ondata di freschezza degli ultimi quindici anni. Il federalismo è vincente. Solo lasciando le Regioni libere di svilupparsi appieno avremmo due grandi vantaggi: la crescita (economica, sociale, culturale) e la responsabilizzazione della classe politica. Una evoluzione che farebbe il bene dei singoli territori e l’interesse generale. C’è chi chiede che si sottolinei la solidarietà del federalismo: la cosa mi sorprende perché il federalismo è solidale in sé. Non c’è infatti una Costituzione in cui sia specificato che il federalismo debba essere solidale: lo è già di suo.

Le recenti valutazioni dei bilanci regionali rispetto alla spesa sanitaria hanno evidenziato la virtuosità di chi pur garantendo parametri qualitativamente alti è stato bravo a tagliare gli sprechi. A destra come a sinistra. Il federalismo inchioda al rispetto delle regole: la stagione di Pantalone che paga sempre può finire. Ecco perché occorre convincere gli indecisi a votare sì.
Ci sono infine alcune questioni che nel dibattito sono state toccate solo marginalmente. Le elencavo all’inizio dell’articolo. C’è la norma antiribaltone che così impedisce la tentazione di governicchi tira-a-campare. C’è la fine del ping pong tra una Camera e l’altra, dove le leggi rischiavano di fare la navetta solo perché nel frattempo qualcuno aveva cambiato idea su una frase o perché un partito faceva il furbo per ottenere qualcosa in cambio. Ecco, con la nuova Costituzione le leggi nazionali le fa sono la Camera. Punto fine.

Poi c’è il taglio dei parlamentari, cioè un beneficio che si commenta da sé. La sinistra, avendo capito che l’argomento ha una certa presa, comincia a dire che si tratta dell’unico argomento valido della riforma oppure, nel peggiore dei casi, che è solo propaganda. Bella faccia tosta. Per anni se non per decenni ci siamo lamentati perché il numero dei parlamentari è eccessivo e adesso che il taglio è stato messo nero su bianco, c’è chi dice che è propaganda…

L’altro giorno il ministro Vannino Chiti ha promesso che se anche dovesse vincere il no, la sinistra varerà comunque una legge di riduzione del numero dei parlamentari. Ci piacerebbe credere al ministro Chiti ma proprio non ce la facciamo: la moltiplicazione di ministri, viceministri e sottosegretari del governo Prodi sfiora il record assoluto ed è lì da vedere. Tutto perché non riuscivano ad accontentare tutti i partiti e le loro correnti. E allora una maggioranza che sta in piedi sulla distribuzione del potere e delle cadreghe, secondo Chiti dovrebbe tagliare il numero dei parlamentari? Andiamo…
I miracoli accadono una sola volta e allora, cari signori, mettiamo una bella croce sul sì prima che ci ripensino. E così anche questa è fatta!

Gianluigi Paragone, La Padania 04/06/2006

2.6.06

Amministrazione antidemocratica

“Troppo spesso la sinistra a livello nazionale ha utilizzato lo spauracchio del conflitto di interessi per gettare discredito sui partiti moderati. A livello locale invece c’è un ribaltamento della situazione ma nessuno ne parla.”

Esordisce così, Antonio Bambacigno, Consigliere Comunale nelle fila di Sostieni Landriano ed esponente del Coordinamento Alto Pavese di Forza Italia.

“Da mesi mi scontro contro il muro di gomma dell’amministrazione del sindaco Aguzzi”.
In preparazione alla sua campagna elettorale ha fatto installare una quantità impressionante di bacheche sul suolo pubblico, deturpando l’aspetto del paese. In ogni bacheca vi è una ridondanza impressionante di sue foto.

La cosa più assurda è che noi del Gruppo Consiliare Sostieni Landriano stiamo aspettando dallo scorso anno un’autorizzazione al posizionamento di una bacheca nella frazione di Pairana, mentre come Coordinamento di Forza Italia abbiamo richiesto mesi fa di posizionare la nostra bacheca in Landriano. Ormai, superati ben oltre i 30 giorni secondo cui è necessario rispondere ad una richiesta fatta da un Consigliere, abbiamo scritto al Prefetto di Pavia. Tutto inutile.
Mi domando come un sindaco, esponente dei Democratici di Sinistra, abbia così poco di democratico. A noi gruppo di minoranza spetta solo una bacheca pagata di tasca nostra (e anche quella solo dopo molte peripezie, con tempi da attesa biblici e dopo numerose segnalazioni alla Prefettura).

A Forza Italia, primo partito in Landriano, nessun tipo di autorizzazione.
Invece per partitucoli e associazioni più o meno di comodo, fiancheggiatori del nuovo governo, ecco pronte e disponibili bacheche comunali in abbondanza e in comodato d’uso gratuito.
Dopo sei mesi di solleciti mi sono deciso a preparare due interpellanze per il prossimo consiglio comunale, in cui il Sindaco dovrà spiegare come mai è così democratico.

La cosa più assurda è che quando la richiesta per una bacheca la presenta, solo pochi giorni prima, lo stesso partito che ha sostenuto il sindaco nella sfortunata (per loro…) campagna elettorale per le provinciali, l’autorizzazione è prontamente arrivata. Concludo citando George Orwell: "Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri".

26.5.06

DOMENICA E LUNEDÌ VOTA PER RICONTARE!!!

Il gruppo consiliare “Sostieni Landriano” vuole ricordarti che domenica e lunedì dobbiamo andare a votare per dare il segnale alla sinistra che noi non molliamo!

E’ importante vincere al primo turno; è importante fare bene per non diventare una “provincia rossa”; è necessario confermare il risultato della Casa delle Libertà.

In questi giorni è nato un governo debole, dove tutti parlano a ruota libera ma confermando i nostri peggiori timori: vogliono sfasciare le nostre riforme (legge Biagi, immigrazione, pensioni, scuola, ambiente...), preparano il terreno a nuove tasse sui risparmi, attaccano i valori della nostra tradizione.

Dobbiamo fermarli e in democrazia il voto è il primo modo con il quale il popolo può dire "NO" a leggi e governi sgraditi.

Non perdere l’occasione. Domenica e lunedì vai a votare e convinci il maggior numero di amici a fare lo stesso in tutti i luoghi dove si vota.

24.5.06

Prodi: "Il voto di fiducia è andato meglio che nel '96". Ma è una bugia

Romano Prodi ha ottenuto il voto di fiducia al Senato. L'esito della votazione è stato di 165 voti a favore della mozione di fiducia contro 155 contrari. Dieci, quindi, i voti di scarto in favore del governo, sette dei quali garantiti dai senatori a vita.

Commento del neopremier: «Meglio di così non poteva andare. Sono molto contento, abbiamo una maggioranza al Senato che è maggiore di quella del '96».

Ma la sua è una bugia. All'avvio di quella legislatura il voto di fiducia al Senato per il governo dell'Ulivo, che si tenne il 24 maggio del '96, ebbe il seguente esito (facilmente controllabile da chiunque sul resoconto stenografico di quella giornata):
Senatori presenti..... 314
Senatori votanti..... 313
Maggioranza..... 157
Favorevoli..... 173
Contrari..... 139
Astenuti..... 1

Il governo Prodi, quindi, nel '96 ottenne 34 voti di scarto (173 "sì" alla fiducia contro "139" no). Stavolta ne ha avuti appena dieci. E all'epoca Prodi non ottenne i voti in massa dei senatori a vita: solo quattro gli diedero la fiducia; cinque erano assenti, Francesco Cossiga si astenne.

Tutto questo, ovviamente, Prodi lo sa. Sa benissimo che la sua maggioranza politica attuale è assai più fragile di quella di allora. Come lo sanno tutti i suoi alleati. Però deve dare un'immagine diversa da quella reale, a costo di inventarsi i numeri.

Poi dicono che l'uomo degli spot è Silvio Berlusconi.

Via | Aconservativemind.blogspot.com

23.5.06

Consiglio Comunale

SI COMUNICA CHE IL GIORNO
MARTEDI 23 MAGGIO 2006 ALLE ORE 21.00
E' CONVOCATO PRESSO L'ORATORIO DI PAIRANA
CONSIGLIO COMUNALE DI LANDRIANO
 
O.d.G.
 1.  Comunicazioni Sindaco sulla vicenda ALAN (il comune ha perso il ricorso al Consiglio di Stato)

14.4.06

Agghiacciante! Ogni commento è superfluo..

Le immagini che seguono sono estremamente dure, però riteniamo doveroso mostrarle, perché fatti così gravi non devono passare inosservati. Il mondo deve sapere, la gente deve essere informata di quanto accade in Cina, di come possa disumanamente divenire normalità il disprezzo per la vita.
Una bimba appena nata giace morta sotto il bordo del marciapiedi, nella totale indifferenza di coloro che passano. La piccina è solo un'altra vittima della politica crudele del governo cinese che pone il limite massimo di un solo figlio nelle città (due nelle zone rurali), con aborto obbligatorio. Nel corso della giornata, la gente passa ignorando il bebè.
Automobili e biciclette passano schizzando fango sul cadaverino. Di quelli che passano, solo pochi prestano attenzione. La neonata fa parte delle oltre 1000 bambine abbandonate appena nate ogni anno, in conseguenza della politica del governo cinese.L'unica persona che ha cercato di aiutare questa bambina ha dichiarato:"Credo che stesse già per morire, tuttavia era ancora calda e perdeva sangue dalle narici".

Questa signora ha chiamato l'Emergenza però non è arrivato nessuno. "Il bebè stava vicino agli uffici fiscali del governo e molte persone passavano ma nessuno faceva nulla... Ho scattato queste foto perché era una cosa terribile...""I poliziotti, quando sono arrivati, sembravano preoccuparsi più per le mie foto che non per la piccina..." In Cina, molti ritengono che le bambine siano spazzatura.Il governo della Cina, il paese più popoloso del mondo con 1,3 miliardi di persone, ha imposto la sua politica di restrizione della natalità nel 1979. I metodi usati però causano orrore e sofferenza: i cittadini, per il terrore di essere scoperti dal governo, uccidono o abbandonano i propri neonati.Ufficialmente, il governo condanna l'uso della forza e della crudeltà per controllare le nascite; però, nella pratica quotidiana, gli incaricati del controllo subiscono tali pressioni allo scopo di limitare la natalità, che formano dei veri e propri "squadroni dell'aborto".

Questi squadroni catturano le donne "illegalmente incinte" e le tengono in carcere finché non si rassegnano a sottoporsi all'aborto.In caso contrario, i figli "nati illegalmente" non hanno diritto alle cure mediche, all'istruzione, né ad alcuna altra assistenza sociale. Molti padri vendono i propri "figli illegali" ad altre coppie, per evitare il castigo del governo cinese.Essendo di gran lunga preferito il figlio maschio, le bambine rappresentano le principali vittime della limitazione delle nascite.Normalmente le ragazze continuano a vivere con la famiglia dopo del matrimonio e ciò le rende un vero e proprio un peso.Nelle regioni rurali si permette un secondo figlio, ma se anche il secondo è una femmina, la cosa rappresenta un disastro per la famiglia.Secondo i dati delle statistiche ufficiali, il 97,5% degli aborti è rappresentato da feti femminili.Il risultato è un forte squilibrio di proporzioni fra popolazione maschile e femminile.
Milioni di uomini non possono sposarsi, da ciò consegue il traffico di donne.L'aborto selezionato per sesso sarebbe proibito dalla legge, però è prassi comune corrompere gli addetti per ottenere un'ecografia dalla quale conoscere il sesso del nascituro.Le bambine che sopravvivono finiscono in precari orfanatrofi.Il governo cinese insiste con la sua politica di limitare le nascite e ignora il problema della discriminazione contro le bambine. Alla fine, un uomo raccolse il corpo della bambina, lo mise in una scatola e lo gettò nel bidone della spazzatura.

FATE GIRARE , QUESTO POST!!
(Akela The Wolf)

Avviso importante


Immagine di http://mauricio80.blogspot.com/

7.4.06

Appello agli italiani

Riceviamo e (più che) volentieri pubblichiamo questo appello firmato da Renato Brunetta e Paolo Guzzanti. Diffondere, diffondere, diffondere!



1) Il 9 e 10 aprile a decidere delle sorti dell’Italia sarà paradossalmente chi non voterà, piuttosto che chi si recherà alle urne. L’Italia è infatti divisa tra la minoranza guidata dall’ex partito comunista, e la maggioranza che ad esso si è sempre opposto e si oppone. E mentre gli elettori della sinistra sono tutti determinati al voto, tra gli elettori di centrodestra è forte la tentazione di disertare.

2) In tanti, infatti, serpeggia un sentimento di delusione. Si aspettavano una rivoluzione liberale che non si è ancora realizzata, si aspettavano che l’Italia cambiasse più e meglio di quanto non sia cambiata.

3) Noi li comprendiamo, condividiamo con loro questo sentimento e vogliamo essere interpreti e garanti della loro volontà di un più deciso impegno a realizzare la rivoluzione liberale.

4) Noi crediamo che in tante, troppe, occasioni la Casa delle Libertà abbia peccato di ingenuità, di sudditanza nei confronti dei poteri forti, di incapacità di gestire il potere con la determinazione e la dignità che vengono dal consenso, di eccessiva ricerca del compromesso anche quando non era necessario, di estenuante litigiosità interna, di disattenzione e scarsa disponibilità ad ascoltare e a stare tra la gente, di incapacità a comunicare tutto il buono realizzato e di contrastare tutto il falso sparso sul Paese dai nostri avversari e dai media con loro compiacenti. E, cosa più grave di tutte, di aver sottovalutato i tanti segnali di allarme che venivano dalle infelici prove elettorali degli ultimi anni.

5) Noi siamo convinti che, nonostante tutto questo, il governo Berlusconi sia stato il migliore dal secondo dopoguerra. Che le tante riforme fatte siano state tutte importanti, coraggiose, intelligenti, necessarie e che abbiano dato inizio alla irreversibile modernizzazione dell’Italia e alla sua trasformazione in un Paese fondato sulla libertà.

6) Noi, però, sappiamo che le riforme hanno bisogno di tempo per manifestare i loro effetti, mentre gli italiani hanno dovuto scontare il prezzo di una crisi economica le cui responsabilità vengono da lontano, insieme al continuo attacco di una politica intrisa di odio nei nostri confronti, ai limiti della guerra civile, scatenata con cinismo e spesso con violenza fisica da una sinistra che non ha nulla a che fare con il laburismo e la socialdemocrazia delle democrazie occidentali.

7) Noi diciamo ai delusi che quella rivoluzione è ancora a portata di mano, della stessa mano che segnerà sulla scheda la sorte dell’Italia e degli italiani.

8) Noi ricordiamo ai delusi che quel popolo che ha sempre resistito attivamente all’equivoca egemonia comunista è ancora maggioritario nella società italiana, nel lavoro, nelle imprese, nelle professioni e nei cuori della gente. Ma rischia di diventare per la prima volta minoritario nelle urne, per nostra responsabilità e per loro delusione.

9) Noi avvertiamo i delusi che la sconfitta della Casa delle Libertà provocherebbe il crollo della speranza della gente libera che vedrebbe tramontare, chissà per quanto, l’unica occasione possibile di una rivoluzione liberale. Guai se ciò accadesse.

10) Per questo rivolgiamo ai delusi un appello. E offriamo loro un impegno sull’onore per il quale chiediamo ancora cinque anni di fiducia. Lo chiediamo con l’orgoglio degli obiettivi realizzati, e con la volontà di fare di più e meglio. Noi siamo consapevoli che le grandi rivoluzioni liberali del nostro tempo, come quelle della Thatcher in Gran Bretagna e di Reagan negli Stati Uniti, si sono sempre realizzate con il secondo mandato, non con il primo. Il lavoro iniziato cinque anni fa deve essere compiuto.

11) Noi ci impegniamo a batterci per un governo di persone competenti, che abbia e dimostri sempre una forte e visibile passione politica, capace di fare, ma anche di ascoltare, comprendere, rispondere e decidere.

12) Noi ci impegniamo a lavorare ancor di più per Forza Italia, per farne un partito diverso dagli altri, dove si discutano ancor più apertamente idee, uomini e programmi, capace di rappresentare sempre meglio quel blocco sociale e politico che a Forza Italia ha dato in questi anni la sua fiducia, ma anche affidato una missione in parte incompiuta.

13) Noi siamo con Berlusconi e a Berlusconi intendiamo garantire tutta la forza politica necessaria per resistere all’assedio soffocante della vecchia politica che spinge sempre, come è nella sua natura, a compromessi al ribasso.

14) Tanto leali, quanto liberi: questa è la nostra identità e la nostra credibilità, insieme al nostro impegno a saper dire di no, a dire sempre la verità e a mostrare la verità ai cittadini, nonostante l’assordante rumore delle mistificazioni che oggi provengono da quasi ogni parte.

15) Chiediamo ai delusi di non disertare le urne, consegnando l’Italia a coloro che la riporterebbero indietro. Lo chiediamo con orgoglio, con passione, con animo libero e sincero, e col sentimento di chi è con gli italiani che lavorano, che producono, che rischiano tutti i giorni, che si affacciano al futuro e lo vogliono limpido e rassicurante, ricco di libertà e di opportunità. Gli italiani liberi possono vincere ancora.

Renato Brunetta e Paolo Guzzanti

6.4.06

Dichiarazione di voto di Oriana Fallaci

Mi hanno chiesto una dichiarazione di voto. E io rispondo Sì . Perché e' questo il momento di dichiarare con forza, con orgoglio la propria appartenenza. Senza paura. Per il nostro futuro.

Io non voglio questa Sinistra. Perché Prodi alla guida dell'Unione è il nulla. Perché Prodi è un non leader. Non è la guida ma l'ostaggio consenziente di una non Unione. Un mediocre che ha fatto del non decidere il sistema di governo. Perché è un ex democristiano che oggi fa il pacifinto con i comunisti e i baciapile. Perché tutto è serio. Lui e' serio. La situazione e' seria. L'Italia e' triste... Aria fritta, un vuoto a perdere. Perché non ha un partito. Perché ha guidato l'IRI della deindustrializzazione e ora dice di avere un progetto industriale. Perché ha fatto dell'Europa un ufficio di passacarte senza un sogno e sogna di andare al governo fondando la crescita sul rilancio dell'Europa. La Sinistra vive di contraddizioni. Perchè a sinistra ci sono i Gran Sacerdoti del culto della conservazione. Non decidono. Sono i Gattopardi del nuovo millennio. Fingono di voler cambiare perchè tutto resti come prima. Perché a Sinistra hanno un programma che si pesa a kili. Perché ci sono Di Pietro con i Comunisti Italiani. Bertinotti con Mastella. La Bindi con Pannella. Perché hanno già governato. Hanno fallito e li hanno mandati a casa. Perché non hanno una politica economica. Perché con loro torna la lottizzazione l'unico principio che condividono. Perché hanno riempito l'Italia di immigrati clandestini. Perché non hanno una politica estera e "auspicano che le cose si risolvano con il buon senso".

Quale buon senso? Quello di chi assale un consolato per uccidere i diplomatici della democratica Danimarca? Difendono l' EURABIA che non ha fondamento culturale. Vogliono dare il voto degli immigrati. Indiscriminatamente. Amano l'Islam e odiano gli Israeliani, perchè ricchi, e quindi da combattere. Odiano l'America. Colpevole di essere il paese leader del capitalismo mondiale. Loro. I perfidi. I corrotti. Loro. Gli odiati Stati Uniti d'America. Per la sinistra è quindi inevitabile stare con i palestinesi e col mondo arabo. Schierarsi con i proletari della situazione. Islam e Sinistra. Il revival perverso di una sorta di patto Molotov-Ribbentrop. Un patto stretto tra due mondi che sembrerebbero opposti. Ma che sono indissolubilmente uniti dall'odio contro un comune nemico. Sempre lo stesso. Gli Stati Uniti. In nome di quell'odio questa Sinistra ci sta portando verso l'inevitabile resa. Verso il nostro annientamento come civiltà. Si riempiono la bocca con i diritti, nel disinteresse per le libertà dell'individuo, della donna. A loro non importa di tutti coloro che in medio-oriente ringraziano Dio ogni sera che cenano non per il cibo che hanno sulla tavola, ma per esserci arrivati ancora vivi a quella tavola. Loro chiamano i terroristi resistenti.

Sono solidali con l'Islam e non con il Papa. Hanno usato la morte di Giovanni Paolo II come occasione per sdoganarsi. Tutti in piazza San Pietro. Anche i comunisti. Quelli che Woytjla ha sepolto per sempre. Quelli che qui inneggiano alla Rifondazione e difesa del Comunismo. Hanno usato i disordini di Bengasi per alimentare l'odio. Per prendere qualche punto percentuale. La sinistra è solidale con i terroristi islamici per le vignette pubblicate in Danimarca. Vigliacchi. Dov'è la loro laicità? La ostentano solo nei confronti del cattolicesimo. Fanno vignette contro Ratzinger "Il pastore tedesco" raffigurato come fosse un cane.

Per dire No a tutto questo io scelgo. Scelgo il Centrodestra perché vedo questa sinistra. Basta ascoltarli per aver voglia di scappare. E una scelta culturale. E' una scelta di vita. E' una diversa visione dell'Italia e del Mondo. Scelgo Berlusconi e il suo progetto. Perchè non è statalista. Perchè crede nella Libertà e nel Liberismo e nell'individuo. Perchè è contro la politica vuota di contenuti dei D'Alema e Fassino. Perchè non odia come loro che fanno finta di amare per la paura dell'odio altrui. Perchè guarda al futuro e non al passato come loro. Perchè abbiamo avuto 5 anni di stabilità che una volta era un valore e ora ci siamo dimenticati dei 4 governi in 5 anni. Perchè è amico di Bush, si amico degli USA senza vergognarsi della gratitudine che si deve agli USA e non di Cuba o di Hamas. Perchè hanno detto che molte Leggi non saranno cambiate. Riconoscendone il Buon Governo. Perchè con la riforma della Costituzione ha mantenuto una grande promessa. Perchè lavora giorno e notte per cambiare l'Italia. Scelgo di stare con l'Italia che si oppone. Perché c'è un'Italia che non accetta passivamente l'annientamento culturale. C'è Un'Italia che non ci stà a questo gioco al massacro. C'è un'Italia che non accetterà mai di rinunciare alle libertà che ha conquistato. Perché io al mio Paese ci tengo.
Vostra.
Oriana Fallaci. 5/4/06

3.4.06

L’Italia in mano a Prodi rischia la svendita

Articolo tratto da Il Giornale del 3 Aprile 2006.

L’Italia che vuol sapere sa che l’eventuale futuro governo della sinistra ci tartasserà.

Come del resto è consuetudine loro. Tartassamento punitivo, tartassamento vendicativo. Giovedì scorso l’Unità sembrava quella della fine degli anni Cinquanta: pagheranno gli straricchi, annunciava in primapagina.

Avrebbe potuto tranquillamente aggiungere morte ai padroni, affermazione molto in voga ai tempi di Palmiro Togliatti detto il Migliore. Dicono che il comunismo sia morto e sepolto, ma in quel pagheranno gli straricchi c’è non solo l’anima, ma il corpaccione del comunismo.

Quello che ha sempre preferito combattere la ricchezza piuttosto che la povertà, quello dei tutti nei kolkoz o alle catene di montaggio.Quello per il quale la proprietà – e quindi la ricchezza – è un furto.

Inutilmente Prodi cerca di stemperare il linguaggio stalinista nei borborigmi della sua eloquenza perché poi gli escono dei «finalmente i ricchi pagheranno» che attestano in modo inequivocabile lo spirito di ritorsione e di punizione che alimenta la sua politica («finalmente» è avverbio che trasuda soddisfazione, compiacimento per qualcosa a lungo attesa).

Per testa quedra la ricchezza forse, dico forse, non è un furto, ma certo è un peccato. E a una società con ricchi emeno ricchi preferisce di gran lunga una società di tutti poveri, tutti straccioni.

Il fantasma dei declinisti, della grande stampa, dei Montezemolo e dei Biagi (Enzo) che vedono una Italia ridotta all’accattonaggio, che non sa comearrivare alla fine del mese (ma sa benissimocome arrivare alle Seychelles), alla quale mancano addirittura i centesimi per il latte ai bambini (ma non per fornirli di telefoni cellulari) tradotto in realtà. Quello è il
programma di testa quedra.

Il guaio è che Prodi, fallito come boiardo di Stato (vogliamo parlare della Sme, della Cirio?), fallito come euroburocrate (vogliamo parlare dell’allargamento? Della Costituzione europea?) e fallito come economista (vogliamo parlare di Nomisma e dei suoi «studi» con virgolette grandi così?), può benissimo rivelarsi un eccellente impoveritore di Stato. E non solo menando le stangate fiscali che ha promesso.

Uno che per risolvere il problema energetico intende affidarsi all’eolico è capace, nel peggio, di tutto. Uno che preannuncia di voler abolire la legge Biagi (Marco) ritenendo che meno mobilità significhi più posti di lavoro è capace, sempre nel peggio, di tutto.

In mano sua, questo purtroppo è certo, l’Italia farà la fine che fece, quand’era in mano sua, l’Alfa Romeo: svenduta. Bisogna proprio fermarlo quel testa quedra.

2.4.06

Ciao Tommy

Image Hosted by ImageShack.us

Ti vogliamo ricordare come un bambino sorridente, come in questa foto.
Ciao Tommy!

31.3.06

Vogliono trasformare (in peggio) la nostra società


Votiamo contro il mondo alla rovescia

Image Hosted by ImageShack.usIn queste elezioni è in gioco il futuro della nostra società così come noi la concepiamo.

Se vogliamo evitare, il 10 aprile, di svegliarci in un mondo alla rovescia dobbiamo spendere tutte le nostre forze.


Se la Lega non otterrà un eccellente risultato, se dovesse prevalere la sinistra, la nostra società, il nostro mondo verrebbero irrimediabilmente scardinati.

La prima a cadere sarebbe la famiglia così come da secoli noi la concepiamo, subito sostituita dalla famiglia omosessuale.

Poi sarebbe la fine delle nostre imprese, della nostra piccola imprenditoria strozzata dalla sleale concorrenza in primo luogo dei cinesi, senza che nessuno abbia messo dei limiti.

E poi tutti gli sforzi che abbiamo fatto democraticamente per arrivare al federalismo istituzionale sarebbero a rischio.

E il nuovo passo che ci attende, la conquista del federalismo fiscale, e cioè che i soldi rimangano laddove vengono prodotti con il lavoro, sarebbe sbarrato. Dovremmo ricominciare da capo le estenuanti battaglie che abbiamo condotto fin qui.

La sorte mi ha ferito, ma non vinto. Ancora una volta, padani, vi chiedo di non lasciare decidere ad altri il nostro destino. Mai senza di noi dove si decide di noi! La lotta che abbiamo condotto e che ancora conduciamo e condurremo per evitare che il nostro mondo sia rovesciato, i nostri sogni distrutti, le nostre speranze calpestate, richiede il contributo di tutti.

Come sempre: porta a porta, strada per strada, svegliate chi vi sta accanto e convincetelo.
Abbiamo combattuto e combattiamo contro l’invasione degli immigrati clandestini non solo per difendere la nostra Padania, ma tutto il Continente. L’Europa dei burocrati, l’Europa Superstato scricchiola, perché si appoggia sugli Stati nazionali ridotti male in arnese dai debiti.

Quindi ci dobbiamo impegnare tutti per un voto contro il mondo alla rovescia.

Umberto Bossi

Sostieni la Casa delle Libertà

Il Gruppo Sostieni Landriano sarà a fianco dei partiti che fanno parte della Casa delle Libertà per le prossime elezioni politiche.

Da oggi e nei prossimi giorni potrete trovare sul nostro blog opinioni e spunti interessanti per invitare tutti a votare la Casa della LIbertà.

Non lasciamo il nostro Paese nelle mani di Prodi, Fassino e Bertinotti! Impediamo che i Luxuria e i No Global vadano al Governo!

30.1.06

In marcia per la Vita

Il consigliere Fabio Canali di “Sostieni Landriano” ha presentato al Sindaco Aguzzi un’istanza affinché l’Amministrazione di Piazza Graribaldi si attivi per permettere anche ai Landrianini di partecipare alla “Marcia per la Vita” organizzata a Pavia dal “Movimento per la Vita” il giorno 4 Febbraio 2006, alle ore 21.00

“Il Comune di Landriano si è contraddistinto per aver partecipato recentemente a numerose manifestazioni, anche di carattere nazionale, a favore di temi importanti per il Nostro Paese: dal “no alla guerra” della manifestazione di Roma, al viaggio ad Aushwitz “per non dimenticare”, alla “marcia contro la guerra e la povertà” da Perugia ad Assisi, alla commemorazione dell’eccidio dei partigiani a Milano.

Proprio per questo e a seguito di alcune richieste avanzate dalla cittadinanza, abbiamo ritenuto opportuno chiedere che il Signor Sindaco si faccia promotore per Landriano dell’iniziativa mettendo gratuitamente a disposizione della cittadinanza un adeguato servizio di trasporto per consentire la partecipazione dei landrianini a questo importante evento sul tema della Vita.

Infatti, a seguito delle più recenti scoperte medico-scientifiche, questo tema ha assunto una rilevanza capitale: eutanasia, aborto, le nuove frontiere delle biotecnologie possono indurre un senso di rassegnato pessimismo nell’animo umano.

Proprio per questo è richiesta una sempre maggior consapevolezza personale della preziosità del dono della vita, soprattutto per le molte persone che finora hanno riservato scarsa attenzione al problema.

Prima di tutti i diritti come quello alla casa, al lavoro, all’istruzione tanto sbandierati in questo periodo di inizio campagna elettorale, deve essere preservato il diritto alla vita”.

Sostieni Landriano sostiene Blogs4CDL

Il sito Sostieni Landriano sostiene il progetto Blogs 4 CdL : Bloggers a sostegno della Casa delle Libertà.

Perchè internet non sia un "luogo" ad uso e consumo della sinistra.

Perchè su internet circoli Informazione e non disinformazione.

Su Blogs 4 CdL potrete trovare il pensiero di altri bloggers che supportano la Casa delle Libertà per le elezioni del 2006, materiale Informativo e spunti di riflessione.

25.1.06

Enel.si regala lampade ad alta efficienza

Il 31 gennaio 2006 è l’ultimo giorno per approfittare dell’iniziativa dei punti vendita Enel.si per promuovere il risparmio energetico.

Fino a quella data sarà possibile ritirare gratuitamente una lampada ad alta efficienza energetica da 11 o 15 Watt, equivalenti rispettivamente a 60 e 75 Watt delle lampade ad incandescenza tradizionali.

Per poter usufruire della promozione, senza alcun obbligo d’acquisto, è sufficiente presentarsi in un negozio Enel.si e chiedere informazioni sul risparmio energetico. L’elenco dei punti vendita si trova sul sito Enel.

Via | Verdenatura.net